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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Palazzo Zacco

Palazzo Zacco

Via S. Vito, 158



In via San Vito, prima dell'imbocco al Ponte Giovanni XXIIII, si erge un magnifico palazzo, costruito dal barone Melfi di S'Antonio nella seconda metà del secolo XVIII, di raffinato gusto barocco, con portale d'ingresso fiancheggiato da due colonne su alti plinti in pietra pece, con capitelli corinzi che sostengono il balcone centrale, tipico esempio barocco arricchito da una inferriata mistilinea finemente lavorata in ferro battuto. Nel cantonale d'angolo si trova lo stemma gentilizio della famiglia Melfi, delineato da una cornice di foglie d'acanto su cui si appoggia un puttino, mentre un altro tira fuori la testa dal lato opposto. Acquistato alla fine del secolo successivo dalla famiglia Zacco (da cui ha preso il nome), si presenta con due prospetti, in ognuno dei quali si aprono tre balconi nel piano nobile: uno con un mascherone ghignante e linguacciuto che si fa beffe dei passanti, un altro su corso Vittorio Veneto arricchito da una procace sirena circondata da musici; non meno interessanti gli altri balconi rappresentanti suonatori di flauto e di tromba e personaggi della vita quotidiana. Gli stipiti dei balconi sono sorretti da mensoloni con due registri: in quello inferiore mascheroni grotteschi, in quello superiore figure fantastiche che ricalcano quelli di altri palazzi nobiliari coevi o realizzati nei decenni precedenti. Anche la cornice dell'apertura è ricca di sculture, sia nelle lesene laterali che nel timpano, al centro del quale si trova la statua di S. Michele Arcangelo.Il palazzo è di proprietà comunale e aspetta di essere degnamente restaurato. Sullo spigolo dell'edificio un magnifico stemma gentilizio sostenuto da putti.




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